per le vestigia ed i siti
(in buona parte inesplorati) delle antiche culture precolombiane
che si succedettero dal 3500 A.C. fino alla conquista spagnola
(“Valdivia”, “Machalilla” e “Chorrera” del periodo formativo; “Bahía”, “Guangala”
e “Jama-Coaque” del periodo regionale; “Manteña” del periodo
dell’integrazione). Molto interessanti sono a tal proposito
il piccolo museo archeologico di Salango ed il museo municipale di Manta.
Ma anche occasione per conoscere usi e costumi degli attuali abitanti del Manabí,
le loro attività agricole (produzione di banane, cacao, caffè),
le attività manifatturiere (importantissima la lavorazione della Toquilla
con cui gli artigiani di Montecristi e JipiJapa realizzano i celebri cappelli
di Panama, quella del Tagua, meglio conosciuto come avorio vegetale
e quella della Mocora con cui si realizzano amache e stuoini), i “pueblos”
tradizionali (ad es. il villaggio quasi interamente palafitticolo di Rocafuerte),
il rodeo “montubio” (montubio è il tradizionale campesino
della costa)
che si svolge nel pueblo di S. Isidro nel mese di ottobre
e le attività ricreative come il domenicale appuntamento con la ”Pelea” dei galli…
la tradizione natalizia con i suoi canti popolari, amorfinos e chiguallos.
Inutile dire per le incontaminate e meravigliose
spiagge bianche e nere (queste ultime contengono ferro e titanio)!
L’oceano, con il suo bagno di luce, da queste parti offre molto altro…
Lo spettacolo unico delle mangrovie per esempio,
ecosistema costiero di acqua salmastra
e habitat di specie minacciate come i granchi viola.
Oppure quello delle megattere che si riproducono nella baia di Puerto Lopez
ed al largo delle coste di Pedernales e del Matal da giugno a settembre,
o ancora quello della nidificazione delle sule dalle zampe azzurre,
delle colonie di leoni marini e dei voli maestosi
di fregate ed albatros nell’isola della Plata.
l’interesse costituito dai mercati del pesce
con le loro esposizioni giornaliere di tonni,
corvine, robali, parghi,
meri, marlins, dorati e squali.
La cucina manabita (ma in genere la cucina ecuadoriana) è ottima davvero e varia soprattutto!
Si possono gustare piatti tipici a base di carne, pesce, crostacei, molluschi,
riso, legumi, frutta, tuberi ed i loro abbinamenti.
Le molte ricette a base di yuca (manioca) gustose come lo japingachu
e delicate come i dolci, le dorate fritture di pesce e frutta
(eccellenti il maduro frido ed il chifle!), la carne alla brace con l’achote
(spezia aromatica), “l’encocado” a base di riso, crostacei, molluschi
cotti nel latte di cocco, prelibatezze come aragoste e gamberi di fiume,
vere rarità culinarie come lo Spondylus (conchiglia degli dei)
e il tentacolare Perceves e soprattutto “la cazuela” manabita
non faranno rimpiangere i nostrani spaghetti.
con le innumerevoli, straordinarie specie di flora ed avifauna!…
Perché è vero che molti sono i parchi naturali
ma molto più estese le zone completamente deforestate per lasciar posto
ad improbabili latifondi ed improduttivi pascoli.
In particolar modo durante l’inverno (gennaio - aprile)
raggiunge una media di 32°.
In questo periodo frequenti acquazzoni tropicali notturni
subentrano a splendide giornate di sole.
Nella stagione secca (maggio - dicembre), in cui le precipitazioni sono praticamente assenti,
le temperature scendono ad una media di 28°.
Perché alternativo
ai soliti itinerari turistici
proposti in Ecuador!