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2 luglio 2010.     Guarda il video su youtube

Finalmente ci si rivede! Qualche piccola disavventura tropicale ha solo rinviato il nostro appuntamento e mentre uno scoiattolo codone fa allegre acrobazie su una piccola acacia in cerca dei suoi succulenti baccelli finalmente possiamo riprendere il filo di un discorso sospeso.
Siamo in luglio ormai e quindi entrati da un po' nell'estate tropicale; dal punto di vista climatico che e' l'aspetto che ci interessa maggiormente per il benessere delle foreste semi secche e semi umide della zona bisogna dire che le condizioni sono assai piu' favorevoli di quelle dell'anno passato alla stessa data. Ed infatti ad un inverno piu' clemente - dove per clemente ci riferiamo all'considerevole quantita' delle precipitazioni e non viceversa (a dir il vero nemmeno eccessive ma sicuramente costanti)- fa seguito un'estate anomala ed addirittura piovigginosa; cosa che non si riscontrava da diversi anni facendoci per un momento intravvedere la possibilita' dell'arrivo del fenomeno del niño con i suoi carichi fuori stagione di piogge eccezionali; ma anche se le acque oceaniche sono realmente calde e quindi propizie per il verificarsi di nuove pertubazioni, le leggere pioggerelle occorse non sono sufficienti a giustificarne l'avvento. Chiamiamolo dunque "embrione di niño"; che pero' non ci dispiace affatto se e' vero che il suolo della finca e' ancora umido e la fiumara ivi presente ancora in possesso di una buona riserva idrica; se ricordate l'anno passato di questi tempi la situazione era invece quasi drammatica... qualcosa e' sempre qualcosa.
Se poi a questo aggiungiamo la maggior attenzione dello stato a progetti di conservazione delle masse boschive esistenti (con piccoli ma significativi incentivi ai privati possessori di terreni con presenza di bosco, finanziati anche con capitale di paesi europei lungimiranti, vedi Germania) ed anche la sua partecipazione a progetti di riforestazione di breve e medio corso laddove le foreste sono sparite
con il conseguente aumento, seppur faticoso e diffidente, dell'attenzione pubblica al problema, si accende, per piccola che sia, una luce di speranza nell'ormai consolidato panorama di cecita' generale.
Nella fattispecie per noi della Finca il Peperoncino questa piccola luce in lontananza si trasforma ragionevolmente in motivo di soddisfazione
supplementare al sapere che dei suoi circa 79 ettari di terreno disponibili piu' di 49 potranno rientrare nei limiti del progetto di conservazione
di cui sopra (identificato come progetto "Socio Bosque"). E la ragione e' piuttosto semplice da esprimere considerando che solo dodici anni fa, quando abbiamo deciso di dedicarci ad essa, erano presenti solo 6 o 7 ettari al massimo di bosco vergine e tutto il resto non era altro che pascolo ottenuto da precedenti indiscriminati tagli. Significa dunque che in questo breve lasso di tempo la natura e' in condizione di trovare in se' la forza di rigenerarsi spontaneamente (42 ettari sono considerabili dunque come bosco rigenerato o secondario).
Noi umani abbiamo collaborato si, ma solo nella misura dell'amore dedicatovi e dell'impegno profusovi; e forse anche per quanto riguarda, chiamiamola cosi', la "parte estetica" del suo mantenimento e quella funzionale giacche' altri 5 ettari (fuori dai 49 sopraccitati) sono stati dedicati (e continuano ad esserlo) alla coltivazione di piante da frutta e di alberi da legno nativi ed in via d'estinzione... che grazie all'umidita' di questo periodo procedono verso un futuro piu' roseo.

Alessandro

Ciao a tutti.

Ciao a tutti ed un bacione a Rosamaria e Gualtiero che ci raggiungeranno presto.

Finca Il Peperoncino • agro-eco-turismo (Ecuador) •