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2 febbraio 2010.     Guarda il video su youtube

Hola a tutti
ci ritroviamo quando l’inverno tropicale è già iniziato da circa venti giorni qui in Manabí.
Un po’ di acquetta, molto parca a dir il vero, necessaria pero’ proprio come se fosse acqua;
utile per es. a trapiantare alberi di tutti i generi, legni pregiati, frutti dolci e profumati, fiori divertiti;
però anche a trasformare in un baleno paglia secca in un un manto verde cangiante
o tronchi sofferenti in frondose regalità, padrone delle alture.
A questo punto speriamo che continui ancora per un po’ la cosa,
sempre se riusciremo a trovare angoli nascosti dove poter mettere a dimora altre piante
ed altri alberi; un po’ qui un po’ lì, mischiati insomma,secondo l’idea di rendere rilevante
la componente casuale; imitare cioé, la maniera in cui il bosco spontaneamente agirebbe;
come un uomo lo farebbe, la sola differenza.
L’obiettivo della finca è di realizzare un progetto che non potrà mai essere considerato definitivo,
perché l’impegno tende alla progressione permanente:
il da farsi, il divenire senza i limiti di tempo che una sola vita potrebbe abbracciare;
l’arricchimento continuo attraverso il rinnovarsi dei cicli e la collaborazione tra natura e cultura,
spontanea da un lato ed onesta dall’altro.
E se per giunta risuscissimo anche a raccogliere frutti da quest’impegno
e con questi migliorare ancora, benvengano, non vi pare?
Solo allora sarebbe concesso di sapere che hai lavorato bene
ed in questo si ubicherebbe il moderato piacere della vittoria;
speriamo di riuscirvi un giorno; significherebbe anche che la natura presente complessivamente sarà viva
e ridente come giusto che sia… mia figlia un giorno saprà più di me sull’argomento.
Per ora deve piovere e scusate se torno sull’argomento con un’insistenza apparantemente ridondante;
insisto perché se andiamo a fare un raffronto tra la quantità di acqua caduta l’anno passato
e quella caduta quest’anno siamo lì,
anzi è probabile che l’inverno fino a questo punto sia stato più debole dell’anno scorso
se è vero che il giorno 15 gennaio del 2009 già c’era acqua nella fiumara che circonda la finca
e quest’anno solo a partire dal giorno 23 con un livello utile a riempire le pozze più che ascorrere.
Qui l’opinione collettiva afferma che sta piovendo molto; pura miopia, dati alla mano;
e tutti siamo a conoscenza delle conseguenze terribili del pessimo inverno passato:
mancanza di acqua e razionamente elettrico...
tutto ciò dovrebbe far riflettere anche chi non lo ha per abitudine.
Noi andiamo avanti e non ci deprimiamo affatto salutando tutti
ed in particolar modo Lourdes e Chari per la preziosa opera svolta a favore della finca.

Alessandro

Finca Il Peperoncino • agro-eco-turismo (Ecuador) •